L'infiammazione cronica è un nemico della nostra salute. Ciò di cui ci alimentiamo aumenta lo stress ossidativo nel nostro organismo. Cominciando a comprendere quali sono le dinamiche che portano a uno stato patologico, possiamo diventare più consapevoli delle nostre scelte per il bene nostro e del pianeta.

Infiammazione e salute

Nella nostra civiltà opulenta viviamo quasi costantemente con il corpo in fiamme. Siamo talmente abituati allo stato infiammatorio cronico che riteniamo la normalità. Inoltre, ciò che ci accade è lo specchio di quanto accade al nostro pianeta.

In questa riflessione faremo qualche accenno ai grandi sistemi ambientali (sia climatici/ naturali, che indotti dalle scelte di noi esseri umani) in cui siamo immersi, per diventare consapevoli che tutto ciò che accade è interconnesso. È bene chiedersi quanta responsabilità abbia ciascuno di noi e constatare che il pianeta si scalda sia per eventi planetari ma anche, in una piccola quota, a causa del nostro agire. Inoltre, la domanda che dovremmo porci è: “cosa possiamo fare per contenere il fenomeno?”

È bene infatti che ci preoccupiamo di ciò che abbiamo immesso e continuiamo, imperterriti, a immettere nell’aria, nei terreni, nei fiumi e nei mari per rendere così poco vivibile il luogo che ci ospita.  Analogamente, dobbiamo chiederci quali alimenti, contaminati da sostanze estranee alla natura, introduciamo nel nostro corpo e, allo stesso modo, quali pensieri “insalubri” generiamo, che contribuiscono a innescare una reazione infiammatoria cronica, a basso grado di intensità, ma che ci accompagna quotidianamente.

Stiamo apprendendo che macrocosmo e microcosmo sono mondi inseparabili agli attenti osservatori dei fenomeni. Ora, consapevoli che l’inquinamento ambientale, chimico, fisico, elettromagnetico ed esistenziale modificano il clima e noi, concentriamo la nostra attenzione sugli alimenti che assumiamo quotidianamente.

Le fasi dell’infiammazione

Nel nostro corpo, l’infiammazione è la reazione di difesa che pone in essere l’organismo, attraverso l’attivazione di elementi cellulari (sistema immunitario) e chimici (creazione di anticorpi) per accelerare ed eliminare ogni fonte di infiammazione (es: da ferita o infezione). L’obiettivo pertanto è quello di ripristinare sempre lo stato di benessere.

Il processo infiammatorio segue alcune regole biologiche ben precise:

  • Quando il corpo viene a contatto con uno stimolo infiammatorio si determina un aumento della temperatura locale o generale, secondo l’entità del fenomeno.
  • La reazione infiammatoria, indotta dalla liberazione da parte del sistema immunitario di alcuni mediatori chimici pro-infiammatori (come le citochine e le bradichinine) scatena l’attivazione dello stato di difesa dell’organismo.
  • Segue quindi un aumento della permeabilità dei capillari, con reazione edematosa e rilascio di liquidi che portano ad una tumefazione locale.
  • Tutto questo processo induce la percezione di dolore e, temporaneamente, attraverso la formazione di edema, cerca di proteggere la parte interessata limitandone la funzione fino a immobilizzarla (come avviene ad esempio dopo un trauma contusivo).

Nella fase acuta la cascata infiammatoria è la risposta alla lesione, volta a riparare i danni del trauma.

Ma, se il processo infiammatorio attivato si automantiene, a causa del persistere dello stato di sofferenza, seppure con basso livello di intensità, perde il vantaggio della protezione e, cronicizzando, riduce la capacità di difesa immunitaria. Detto processo, qualora interessi apparati interni come il sistema digestivo, metabolico o cardiovascolare, può lentamente trasformarsi in sofferenza cronica (a livello delle arterie che tendono a chiudersi, a livello cellulare alterano la capacità delle membrane di metabolizzare gli zuccheri o, ancora, ridurre lo smaltimento di sostanze come il colesterolo).

La difficoltà a mantenere l’organismo in piena efficienza induce, negli anni, la sindrome metabolica. Sappiamo che essa è la “madre” di tutte le malattie croniche degenerative e, da essa, dipende la capacità del nostro corpo di farci vivere o meno nel benessere. Attualmente abbiamo degli strumenti per rilevare lo stato infiammatorio. Un esame semplice, accanto alla Velocità di Eritrosedimentazione (V.E.S.), è la ricerca della proteina C reattiva (PCR) e, meglio ancora, ricercare quella ad alta sensibilità (PCR-HS) che rivela sia il nostro stato infiammatorio che ossidativo. 

Il ruolo della mente

Gli stati metabolici, gli eventi traumatici e le malattie croniche sono influenzate, almeno in parte, dallo stato di stress in cui sono posti il nostro organismo e la nostra mente. Accanto alla ricerca dell’equilibrio fisico, dato da una corretta alimentazione e da una attività fisica adattata alla capacità del singolo organismo, la nostra mente può svolgere un ruolo di primaria importanza nell’attivazione del nostro sistema di difesa immunitaria. Si osserva che una condizione acuta o cronica di “paura” tende a paralizzare la capacità di attivazione del nostro sistema immunitario.

Una società che stimola il nostro corpo e la nostra mente ad una condizione di paura e stress cronico, compromette la capacità di difesa immunitaria delle persone. Ciò favorisce fragilità e vulnerabilità psicofisica. Essere in grado di liberarsi dalle paure e dallo stress significa riuscire a migliorare la risposta immunitaria, tener sotto controllo lo stato infiammatorio e promuovere la salute.

Cibi e infiammazione

Conosciamo alcuni alimenti che hanno effetto pro-infiammatorio come quelli di origine animale (carni rosse, formaggi e carni processate); solo il pesce non ha questo effetto pro-infiammatorio. Le carni ed il formaggio sono ricchi di acido arachidonico da cui il corpo ricava le prostaglandine infiammatorie. Questo processo è peggiorato dalla presenza dei conservanti (nitriti) contenuti nelle carni processate. Analogamente i cibi ad alta densità calorica, alto indice glicemico (sciroppi di glucosio, cereali raffinati e zuccherati), eccesso di sale, uova da allevamenti intensivi, latte industriale, grassi idrogenati (trans) e vegetali del tipo solanacee (patate, melanzane, peperoni e pomodori) hanno tutti effetto pro-infiammatorio.

Al contrario, cereali integrali, pesci grassi, semi oleaginosi, frutta secca, olio di oliva EVO, olio di lino fresco, olio di vinaccioli, frutta fresca, verdure verdi e gialle, cipolle, mele, funghi shiitake, legumi, borragine, miele, curcuma, zenzero, frutti di bosco, prugne (tutti ricchi di antocianine), uva sultanina, tè verde (contenente le catechine, sostanze protettive) e cioccolato nero 100% puro, sono ricchi di polifenoli e sono, senza esagerare con i quantitativi, alimenti antinfiammatori.

In sintesi, la salute è, almeno in parte, nelle nostre mani.

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